
L’elevata domanda e i bassi tassi di interesse hanno reso gli ultimi anni un periodo molto favorevole per costruire. Con questi fondamentali ancora in gran parte intatti (sebbene i tassi di interesse siano attesi in aumento), gli appaltatori edili prevedono un altro anno positivo nel 2018: il 75% degli intervistati nel sondaggio di dicembre 2017 dell’Associated General Contractors of America prevede di assumere nel 2018.
Ma riusciranno a trovare i lavoratori di cui hanno bisogno? L’82% dei partecipanti al medesimo sondaggio AGCA ha previsto difficoltà di assunzione nel 2018, una percentuale superiore rispetto al 2017, quando il 76% aveva anticipato tali problematiche.
L’offerta di manodopera qualificata nel settore delle costruzioni è sotto pressione per diversi motivi, tra cui:
Il pensionamento dei baby boomer
Un’applicazione più rigorosa delle normative sull’immigrazione
La scarsa attrattività del settore per i Millennials
Per attrarre i Millennials, gli appaltatori devono aumentare salari, bonus e benefit. Questo rappresenta una buona notizia per i lavoratori, ma non per le imprese; il settore delle costruzioni offre già retribuzioni quasi del 10% superiori alla media dei lavoratori non agricoli del settore privato negli Stati Uniti. Qualora gli aumenti salariali non fossero sufficienti ad attrarre nuova manodopera, le imprese potrebbero dover incrementare ulteriormente le retribuzioni, con un’ulteriore pressione sui margini.
Un elemento positivo per la redditività delle imprese è rappresentato dalle recenti modifiche alla normativa fiscale societaria. In particolare, le nuove regole sull’ammortamento accelerato e la riduzione dell’aliquota nominale dell’imposta sulle società dovrebbero garantire maggiore flessibilità di cassa.
Per il resto, nel 2018 il governo non sembra favorire particolarmente il settore. Gli appaltatori focalizzati sul comparto residenziale potrebbero essere penalizzati dal nuovo limite alla deducibilità degli interessi sui mutui. Inoltre, gli aumenti dei prezzi legati ai dazi proposti su acciaio e alluminio potrebbero far crescere i costi di approvvigionamento. Infine, il tanto atteso piano infrastrutturale è ancora lontano dall’essere approvato. Nel 2017 molti operatori del settore speravano che un programma infrastrutturale potesse stimolare ulteriormente la domanda, ma la risposta poco favorevole al piano presentato lo scorso mese suggerisce che non verrà adottato a breve.
Nel lungo periodo, l’automazione potrebbe alleviare la carenza di manodopera, ma probabilmente non nel breve termine. Muratori automatizzati e bulldozer senza conducente potrebbero far parte del futuro del settore. Nel breve periodo, tuttavia, le persone restano la risorsa più preziosa per le imprese di costruzione.
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