Le criticità strutturali frenano, per ora, le società di facility management in Spagna

L’economia del facility management in Spagna continua a crescere con regolarità e molti operatori di servizi stanno ampliando le proprie attività a livello internazionale. A sud dei Pirenei, una serie di ostacoli normativi ha rallentato lo sviluppo del settore rispetto al Nord Europa, ma questo scenario potrebbe essere prossimo a cambiare.
In apparenza, i progressi non mancano. I gruppi di servizi integrati per il facility management sono oggi pronti a offrire un’ampia gamma di servizi, ma non sono ancora riusciti a convincere i clienti ad adottarli e a riconoscerne il valore economico. Altri fattori, come la scarsa flessibilità del mercato del lavoro, con decine di contratti collettivi diversi per lo stesso settore, la limitata mobilità di lavoratori multi-skill tra diverse aree di servizio e un’eccessiva attenzione alla riduzione dei costi nel breve termine, hanno fatto sì che il prezzo resti il principale elemento di differenziazione.
Regno Unito, Danimarca e Paesi Bassi sono stati pionieri nello sviluppo di modelli di collaborazione pubblico-privato, che hanno aperto nuove opportunità per le società di facility management. Allo stesso tempo, in Francia, Germania e Irlanda i regolatori hanno concesso ai proprietari immobiliari maggiore libertà nella definizione dei servizi negoziabili, ampliando le possibilità per i gestori delle strutture.
Ma non in Spagna.
In Spagna il settore resta frammentato e dominato da piccole imprese, non sempre gestite in modo efficiente. Inoltre, in diversi ambiti la riduzione dei costi rimane l’unico vero obiettivo del facility manager. Di conseguenza, l’interesse per la manutenzione di lungo periodo degli edifici o per i guadagni di efficienza ottenibili tramite un piano di facility management integrato è ancora limitato. Invece di concentrarsi sui benefici del FM in termini di manutenzione sostenibile, i committenti continuano a privilegiare il prezzo.
Tuttavia, una significativa accelerazione del mercato potrebbe essere alle porte:
la crescente partecipazione di gruppi immobiliari come CBRE o JLL nella fornitura di servizi di facility management. Se in altre aree d’Europa questa offerta è stata integrata internamente tramite acquisizioni di operatori del settore, come Johnson Controls e Norland Managed Services da parte di CBRE o Integral da parte di JLL nel Regno Unito, in Spagna questi gruppi hanno assunto il ruolo di facility manager “white label”, selezionando fornitori e mettendo a gara i diversi servizi per ottenere il prezzo migliore;
la comparsa di nuovi specialisti e servizi legati alla compliance normativa. È un ambito in cui requisiti di sicurezza degli edifici, occupazione, certificazioni e ispezioni diventano sempre più stringenti. Con normative più severe su qualità dell’aria, efficienza energetica e prevenzione incendi, i servizi di compliance diventeranno una specializzazione sempre più rilevante;
una crescente internazionalizzazione dei fornitori, dovuta anche alla richiesta di alcuni gruppi multinazionali di un’offerta integrata e standardizzata per tutte le proprie sedi, idealmente da un unico fornitore multi-servizio. Se molte iniziative di espansione internazionale sono avvenute tramite crescita organica o alleanze, le acquisizioni cross-border hanno giocato un ruolo chiave, consentendo ai fornitori di FM di acquisire nuovi clienti, know-how di mercato e quote di mercato.
Finora, il facility management non ha offerto rendimenti particolarmente elevati per gli investitori in Spagna. Fatta eccezione per alcune operazioni di consolidamento settoriale, investitori finanziari e fondi di private equity hanno realizzato poche operazioni. Le più frequenti hanno riguardato la cessione di divisioni di gruppi in fase di ristrutturazione, come le acquisizioni di Imtech e Spie Technical Services, oggi Atrian.
Nel breve termine, ci aspettiamo che le operazioni continuino a essere guidate dalla necessità di ridurre i costi o di offrire una gamma di servizi più integrata. Diversi acquirenti strategici potrebbero specializzarsi in nuove aree, come la compliance, il building information modeling o la gestione di un numero crescente di appartamenti turistici o sfitti. Allo stesso tempo, alcuni imprenditori del settore dei servizi potrebbero decidere di dismettere attività che non hanno prodotto i risultati attesi.
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