Robotics is being embraced in manufacturing across the globe and delivering significant benefits. To remain competitive the UK can, and should, be doing the same.

La robotica viene sempre più adottata nel manifatturiero a livello globale, generando benefici significativi. Per rimanere competitiva, anche il Regno Unito può e deve seguire questa direzione.
Con i produttori britannici alle prese con sfide rilevanti – tra cui l’aumento dei costi dell’energia, del lavoro e delle materie prime, oltre alla persistente incertezza legata alla lunga uscita dall’Unione Europea – è fondamentale aumentare produttività ed efficienza per mantenere una posizione competitiva.
L’implementazione di tecnologie di automazione industriale ha dimostrato di migliorare sensibilmente l’efficienza produttiva, aumentando la costanza dell’output e garantendo standard di sicurezza più elevati. Tuttavia, il Regno Unito è attualmente in ritardo rispetto ad altre economie sviluppate in questo ambito. Un recente studio dell’International Federation of Robotics (IFR) evidenzia il rischio che il Paese resti indietro nell’adozione di tecnologie di automazione e robotica nei processi produttivi.
Misurando la densità robotica – ossia il numero di robot industriali installati ogni 10.000 addetti nel settore manifatturiero – il Regno Unito si colloca al 22° posto nel mondo con 71 unità, rispetto a una media globale di 74. I Paesi in testa alla classifica, Singapore e Corea del Sud, registrano rispettivamente una densità di 631 e 488 unità, un divario significativo.
La Germania guida l’Europa con una densità superiore di oltre quattro volte rispetto a quella del Regno Unito; non sorprende che la produttività tedesca sia nettamente superiore. Il basso livello di penetrazione nel Regno Unito appare particolarmente sorprendente, considerando la forza del Paese in settori in cui la robotica è cruciale, come l’automotive e l’aerospazio. Alla luce della sua solida tradizione ingegneristica e della presenza di università e centri di ricerca di livello mondiale, il Regno Unito dovrebbe essere all’avanguardia nell’automazione industriale, anziché inseguire.
Nonostante il ritardo attuale, esistono esempi di imprese britanniche altamente innovative che sviluppano e, soprattutto, commercializzano tecnologie robotiche altamente specializzate, come Sewtec (sistemi automatizzati di produzione e packaging), Tharsus (progettazione e produzione di robot per marchi leader come Ocado) e The Shadow Robot Company (mani robotiche antropomorfe avanzate). Queste realtà stanno tracciando la strada nel Regno Unito.
Le competenze tecniche e l’ambizione imprenditoriale che le caratterizzano, unite a un programma governativo strutturato, potrebbero consentire al Regno Unito di colmare il divario. Sebbene l’automazione industriale stia iniziando a ricevere maggiore attenzione nelle politiche pubbliche, incentivi e misure di sostegno restano limitati rispetto ad altri Paesi, ponendo il Regno Unito in una posizione di svantaggio.
Il sistema fiscale potrebbe essere utilizzato per incentivare l’adozione di tecnologie di automazione avanzate, analogamente a quanto già avviene per ricerca e sviluppo. È fondamentale che tali politiche non si limitino agli investimenti in beni strumentali, ma includano anche le risorse destinate alla formazione e allo sviluppo del personale, così da garantire un’adeguata disponibilità di manodopera qualificata in grado di gestire e mantenere impianti modernizzati.
La robotica è ormai una realtà consolidata nel manifatturiero globale e sta producendo benefici tangibili. Per restare competitiva, il Regno Unito può e deve fare lo stesso.
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