
L’UE ha recentemente definito il proprio piano d’azione per l’Economia Circolare, con l’obiettivo di favorire la transizione dell’Europa verso un’economia a bassissima produzione di rifiuti, rafforzare la competitività globale, promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro.
La proposta legislativa rivista fissa obiettivi ambiziosi di riduzione dei rifiuti e mira a istituire un quadro di riferimento di lungo periodo per la gestione e il riciclo. Tra gli elementi chiave figurano:
Un obiettivo comune UE di riciclo del 65% dei rifiuti urbani entro il 2030;
Un obiettivo comune UE di riciclo del 75% dei rifiuti da imballaggio entro il 2030;
Un limite vincolante al conferimento in discarica pari a un massimo del 10% dei rifiuti urbani entro il 2030;
Il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti raccolti separatamente;
La promozione di strumenti economici per scoraggiare il ricorso alla discarica;
Incentivi economici per i produttori affinché immettano sul mercato prodotti più sostenibili e sostengano sistemi di recupero e riciclo (ad esempio per imballaggi, batterie, apparecchiature elettriche ed elettroniche e veicoli).
Un rapporto del 2017 pubblicato dall’Aldersgate Group, “Amplifying Action on Resource Efficiency”, ha evidenziato che l’adozione di modelli di business efficienti sotto il profilo delle risorse nei principali settori dell’economia britannica potrebbe generare un incremento fino a £77bn di valore aggiunto lordo (GVA) entro il 2030. Il governo britannico ha indicato che continuerà a sostenere lo sviluppo del pacchetto europeo sull’Economia Circolare e che probabilmente ne adotterà diversi elementi anche dopo la Brexit, sebbene con obiettivi meno ambiziosi.
Tuttavia, per raggiungere target più elevati e fare dell’Economia Circolare un pilastro centrale della Strategia Industriale del Governo, è necessaria una visione più chiara. Ciò è dimostrato dal fatto che il tasso di riciclo è rimasto stabile intorno al 44% dal 2013/14, con un modesto incremento al 45% nel 2016/17. L’obiettivo UE per il 2020 è pari al 50%, traguardo che il Regno Unito difficilmente riuscirà a raggiungere. Attualmente il Regno Unito è al di sotto della media UE, pari al 51%. Tuttavia, il riconoscimento – da parte sia del settore pubblico sia di quello privato – del valore di un’economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse ha sostenuto un contesto favorevole alle operazioni di M&A, caratterizzato da diversi trend strutturali.
Le società industriali con elevata liquidità hanno adottato strategie di crescita per linee esterne per perseguire obiettivi strategici quali il raggiungimento di economie di scala critiche in un contesto di volatilità dei prezzi, l’accesso a materiali di maggiore qualità o l’ingresso in nuove aree geografiche. Tra le operazioni più rilevanti:
L’acquisizione di O’Brien Waste Recycling Solutions da parte di Biffa;
L’acquisizione di Metal and Waste Recycling da parte di EMR;
L’acquisizione di WSR Recycling & New Earth Solutions da parte di PandaGreen;
L’acquisizione delle attività nazionali di intermediazione rifiuti di Cory Environmental da parte di Reconomy;
L’acquisizione riportata di Der Grüne Punkt – Duales System Deutschland da parte di Remondis;
La fusione da £416m tra Shanks e Van Gansewinkel Groep, che ha portato alla nascita di Renewi.
Il 2017 ha registrato diverse operazioni mid-market con il coinvolgimento di fondi di private equity, a conferma del potenziale di crescita del settore, tra cui:
La cessione della divisione Environmental di DCC plc a Exponent Private Equity per £219m;
Il management buyout di First Mile Recycling, società londinese attiva nel riciclo, con Growth Capital Partners;
Il management buyout di Future Industrial Services, specialista in servizi ambientali e industriali, con NorthEdge Capital;
L’acquisizione di Reconomy, principale operatore britannico nella gestione esternalizzata dei rifiuti, da parte di EMK Capital LLP.
Negli ultimi anni si sono registrate diverse operazioni di rilievo con l’ingresso di operatori cinesi nel mercato europeo, tra cui:
L’acquisizione di EEW Energy from Waste da parte di Beijing Enterprises Holdings per £1.1bn;
L’acquisizione dei segmenti Recycling and Services di ALBA Group da parte di Chengdu Techcent Environment per £261m;
L’acquisizione di Urbaser S.A. da parte di Firion Investments per £1.9bn.
L’interesse cinese per asset europei è guidato da diversi fattori, tra cui l’accesso a competenze nelle tecnologie di trattamento dei rifiuti – utili per affrontare le sfide ambientali in Cina – e l’ingresso nel mercato in forte crescita dell’energy-from-waste.
Il dinamismo del mercato M&A, sostenuto da società industriali con elevata liquidità alla ricerca di economie di scala, materiali di qualità superiore e nuovi mercati, nonché da fondi di private equity con ingenti capitali da investire in soluzioni tecnologiche differenziate, dovrebbe proseguire nel 2018, supportato da un contesto politico e normativo favorevole.
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