
Molti dei fattori che hanno portato gli investitori di private equity a mostrare un forte interesse per le aziende healthcare hanno anche alimentato un significativo interesse da parte dei finanziatori.
Come evidenziato nel grafico sottostante, i finanziamenti alle società healthcare del mid-market sono aumentati in modo significativo dal 2017.

I lender sono particolarmente attratti dalla natura non ciclica dei servizi sanitari, dai trend demografici favorevoli per i servizi rivolti ai pazienti più anziani, dalla qualità dei payor e dall’aumento del numero di pazienti assicurati.
Inoltre, poiché il forte interesse degli acquirenti nel settore ha spinto verso l’alto gli enterprise value, la significativa quota di cassa e/o di equity implicita nella parte bassa della struttura del capitale rafforza la percezione della qualità creditizia delle operazioni healthcare da parte dei finanziatori.
Storicamente, alcune realtà generaliste sono state più caute nell’investire nel settore healthcare, ritenendo necessario possedere una solida comprensione delle caratteristiche specifiche del comparto. Tuttavia, dato l’elevato volume di operazioni nel settore, anche operatori di credito di dimensioni più contenute perseguono ormai regolarmente opportunità healthcare.
Considerata la complessa intersezione tra scienza, tecnologia e sistemi di rimborso in continua evoluzione, nel condurre la due diligence su un potenziale prenditore, i lender ampliano l’analisi per includere diversi aspetti specifici del settore sanitario.
La costante attenzione all’aumento dei costi sanitari ha portato i finanziatori a ritenere che praticamente qualsiasi servizio o prodotto sia esposto al rischio di tagli nei tassi di rimborso. Sebbene la maggioranza degli americani sia coperta da assicurazioni sanitarie fornite dal datore di lavoro, è il Center for Medicare and Medicaid Services, CMS, a influenzare in modo significativo i livelli di rimborso sia per i payor commerciali sia per quelli governativi.
Ogni anno il CMS rivede il proprio tariffario di rimborso, spesso in modo poco trasparente. Questi cambiamenti “a colpo di penna” possono generare variazioni improvvise e significative nei risultati economici di uno studio o di un’azienda. Di conseguenza, i lender si concentrano con attenzione sull’andamento dei rimborsi negli anni precedenti e ricorrono a previsioni di settore autorevoli per orientare la propria visione prospettica. Non è raro che applichino un haircut ai tassi di rimborso correnti nei modelli di valutazione dell’operazione.
Un’altra area oggetto di approfondimento riguarda l’esistenza di terapie o prodotti alternativi già presenti sul mercato o in fase di lancio, che potrebbero ridurre la domanda per il potenziale prenditore. Tali alternative possono assumere la forma di 1) nuove modalità di erogazione, come la telemedicina o la capitation, oppure 2) nuovi farmaci, procedure o dispositivi. I lender considerano il rischio sotto due profili: la possibile riduzione della domanda e/o la compressione dei tassi di rimborso.
Nel caso di aziende orientate ai servizi, i finanziatori vogliono comprendere se vi siano “rainmaker” all’interno della struttura. In generale, le realtà più grandi, con un numero di prestazioni distribuito su un maggior numero di medici, ottengono un supporto più forte. In particolare, abbiamo osservato casi in cui meno di 10 medici è considerato da alcuni lender un numero troppo contenuto, tra 10 e 20 medici è ritenuto più favorevole e oltre 20 medici rappresenta la situazione ideale.
Un tema correlato riguarda la struttura retributiva dei medici post-transaction. Tradizionalmente, i medici soci ricevono distribuzioni legate alla redditività dello studio. In un contesto con leva finanziaria, tale compenso tende a trasformarsi in un sistema più standardizzato basato su salario fisso e bonus. I lender vogliono assicurarsi che i nuovi livelli retributivi siano adeguati a trattenere i medici esistenti e ad attrarne di nuovi.
In linea con la crescente tendenza a utilizzare consulenti terzi per la due diligence sui risultati finanziari della target, abbiamo riscontrato che i lender si aspettano, e talvolta richiedono, report indipendenti su 1) trend di rimborso relativi al servizio o prodotto della target e 2) aspetti normativi e di compliance. Ciò è particolarmente vero per i finanziatori più generalisti, che non dispongono di competenze specifiche nel settore healthcare. Esistono diverse società specializzate in healthcare due diligence che godono di grande considerazione presso i lender ed è comune che tali realtà siano citate esplicitamente nelle checklist di due diligence o nei term sheet.
In definitiva, ci aspettiamo che l’interesse dei finanziatori per il settore healthcare rimanga elevato, sostenuto in larga parte dal continuo interesse della comunità del private equity. L’inevitabile invecchiamento della popolazione continuerà per decenni, alimentando la domanda di prodotti e servizi sanitari. Tuttavia, i lender si attendono che i progressi scientifici e tecnologici su più fronti impongano un’evoluzione dei modelli di business. Prevediamo che manterranno disciplina nei criteri di underwriting, continuando però a offrire condizioni aggressive ai prenditori ritenuti ben posizionati.
Questo articolo è tratto dal Livingstone Global Healthcare Report, che offre approfondimenti sui trend e sulle dinamiche che stanno guidando il dinamico settore healthcare a livello globale.
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