Andrew Bozzelli esplora i trend globali del settore Media & Technology.

A questo punto del ciclo, né acquirenti né venditori hanno bisogno dell’ennesimo articolo che spieghi quanto sia “caldo” il mercato M&A nel mid-market. Tutti ne sono pienamente consapevoli. E senza la proverbiale sfera di cristallo, non siamo qui per prevedere quando il treno rallenterà.
Desideriamo invece evidenziare brevemente alcuni dei principali trend che, sulla base della nostra esperienza, stanno contribuendo alla solidità del settore media & technology. Dal 2015, Livingstone ha completato oltre 50 operazioni per un valore aggregato superiore a $3 miliardi nei segmenti information services, IT services, marketing, media, security, healthcare IT, software B2B e B2C e telecom, tra gli altri.
Dal punto di vista degli investitori finanziari, non solo stanno nascendo nuovi fondi con mandati focalizzati sulla tecnologia, ma anche fondi storicamente non specializzati nel tech stanno ampliando i propri team e le proprie strategie di investimento per includere società tecnologiche. Allo stesso modo, osserviamo acquirenti industriali attivi in settori non tecnologici che integrano sempre più società tech e/o servizi tech-enabled nei propri criteri di acquisizione.
In un mercato fortemente favorevole ai venditori, gli investitori finanziari non sono alla ricerca della “prossima grande novità”, bensì sono disposti a pagare multipli elevati per aziende solide con molteplici leve di crescita.
Come accennato, l’aumento del numero di acquirenti nel settore tech ha intensificato la competizione. Sebbene molti acquirenti industriali continuino a privilegiare le competenze strategiche e siano disposti a riconoscere valutazioni elevate per gli asset giusti, la presenza di un numero crescente di investitori finanziari alla ricerca di ricavi ricorrenti sta ampliando le alternative di exit per le società tecnologiche del lower mid-market, che non devono più rappresentare il “fit perfetto” per uno specifico acquirente strategico.
Gli investitori finanziari considerano un flusso di ricavi ricorrenti con basso tasso di churn come una base stabile su cui investire e supportare il management nello sviluppo delle strutture commerciali e operative.
Blockchain, AI, big data, market disruption: sono termini che generano grande attenzione mediatica e attraggono capitali di venture. Tuttavia, nell’M&A mid-market, sono le caratteristiche fondamentali dell’azienda a determinare il successo di un’exit: ricavi ricorrenti, profilo di crescita, qualità e fidelizzazione della clientela.
In un mercato estremamente competitivo per i venditori, gli investitori finanziari non inseguono necessariamente l’ultima tendenza, ma sono pronti a riconoscere valutazioni elevate a business solidi con chiari percorsi di crescita.
Nel primo semestre del 2018, secondo Mergermarket, il settore media & technology è stato il secondo più attivo a livello globale in termini di M&A, con 719 operazioni concluse. Prevediamo che l’interesse per il settore rimanga molto elevato.
Sebbene i venditori dispongano oggi di più alternative di exit che mai, orientarsi in questo contesto richiede un approccio strutturato per massimizzare valore, certezza e rapidità di execution, oltre a individuare il partner più adatto a sostenere il piano di crescita dell’azienda.
Questo articolo è pubblicato nel nostro Global Media & Technology Report
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