La domanda che tutti si pongono riguarda i potenziali catalizzatori della prossima correzione.

Come ampiamente documentato, i multipli di acquisto in tutti i settori sono più che rimbalzati dopo la recessione globale. Sebbene il numero di operazioni M&A sia cresciuto moderatamente nel 2018, la persistente scarsità di deal sul mercato continua a esercitare una pressione al rialzo sui multipli di acquisto. La domanda che tutti si pongono riguarda i potenziali catalizzatori della prossima correzione. Diverse fonti autorevoli nel mid-market ipotizzano che l’unico modo per rallentare l’M&A e ridurre i multipli di acquisto sarebbe una dislocazione nei mercati del debito.
Poiché il debito tradizionalmente finanzia tra il 50% e il 60% della maggior parte dei leveraged buyout, è facile concludere che un blocco nei mercati del debito potrebbe cambiare radicalmente il mercato M&A. Pur concordando con questa ipotesi, è generalmente difficile individuare con precisione dove, quando e come i mercati del debito possano invertire la rotta.
Le operazioni mid-market di dimensioni maggiori, con oltre $50 milioni di EBITDA, sono tipicamente finanziate nei mercati più liquidi, broadly syndicated e high-yield. Questi mercati presentano basi di investitori complesse, nelle quali i flussi e riflussi di capitale determinano la ricettività nei confronti degli emittenti di debito.
È quanto accaduto alla fine del quarto trimestre 2018, quando sia il mercato high-yield sia quello broadly syndicated hanno mostrato un marcato irrigidimento. Il mercato high-yield non ha registrato nuove emissioni nel mese di dicembre, mentre il mercato broadly syndicated ha spostato il potere negoziale a favore degli investitori.
Questi due elementi potrebbero portare a concludere che i mercati del debito stiano effettivamente rallentando e che ciò possa rappresentare un punto di svolta verso una correzione.
D’altro canto, sebbene i mercati broadly syndicated e high-yield siano di dimensioni rilevanti, l’emergere del mercato del direct lending non bancario, che tipicamente si rivolge ad aziende con meno di $50 milioni di EBITDA, è rimasto relativamente isolato dalle turbolenze osservate in tali mercati.
Nel direct lending, sia le banche sia i finanziatori non bancari dispongono di una base di capitale impegnato più stabile da impiegare. Questa stabilità consente maggiore coerenza e continuità operativa nel mercato.
Sebbene le banche abbiano ridotto significativamente la loro presenza in questo segmento a seguito delle linee guida HLT dell’OCC, gli operatori non bancari rappresentano oggi l’80-85% delle operazioni nel comparto. Tali finanziatori offrono condizioni competitive in termini di pricing, struttura e ticket, con i fondi di maggiori dimensioni che spesso sottoscrivono oltre $100 milioni per singola operazione.
Il risultato è che il mercato del direct lending per LBO continua a essere estremamente competitivo e, considerato che la maggior parte del capitale in questo segmento è capitale impegnato, a differenza dei mercati broadly syndicated e high-yield, non si sono osservati segnali significativi di irrigidimento nei confronti dei prenditori.
Guardando al 2019, prevediamo che i mercati del credito, e in particolare il direct lending, continueranno a sostenere l’attività, consentendo ai valori d’impresa di proseguire nel loro trend di crescita. Le aziende che accedono al mercato del direct lending troveranno finanziatori in competizione su prezzo, struttura e dimensione dei ticket, pronti a introdurre diverse flessibilità strutturali pur di aggiudicarsi i mandati.
La practice di debt advisory di Livingstone continua a essere l’advisor di riferimento sia per sponsor finanziari sia per imprese familiari che intendono accedere ai mercati globali del debito. Con professionisti dedicati in Europa e negli Stati Uniti, l’elevato volume di operazioni ci consente di rimanere costantemente aggiornati sulle migliori condizioni economiche e strutturali disponibili sul mercato.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel nostro Global Industrial Report. Accedi al report qui.
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