
Con gli enterprise value (EV) in tutti i settori prossimi ai massimi storici, non sorprende che anche i livelli di leva finanziaria abbiano seguito lo stesso trend. Tuttavia, come illustrato in un precedente articolo, il settore industriale è tornato a essere particolarmente attrattivo, poiché investitori di private equity e operatori strategici continuano a investire in modo aggressivo, alla ricerca sia di nuove piattaforme sia di acquisizioni add-on complementari. Questo ha spinto valutazioni e leva nel settore verso livelli storicamente elevati.
Secondo Thomson Reuters LPC, la leva finanziaria nel settore industriale ha superato la soglia delle 5x. In passato, tale livello era stato raggiunto solo nei settori healthcare e tecnologia, dove gli EV si attestano abitualmente su multipli a doppia cifra.
Le imprese industriali del middle-market presentano però una caratteristica distintiva che molti altri settori “tradizionali” non hanno: tendono a essere molto più diversificate a livello globale. Non è raro infatti trovare aziende industriali del lower middle-market con una presenza internazionale su due o addirittura tre continenti. Queste realtà non si limitano a operare nei mercati locali in cui i loro prodotti vengono consumati, ma sfruttano anche aree a minor costo per produzione e assemblaggio, come Messico, Sud America e Cina, coordinandosi al contempo con geografie tradizionalmente forti in termini di proprietà intellettuale, come Stati Uniti e Germania.
Alla luce di queste dinamiche, operatori strategici e fondi di private equity sono alla ricerca di opportunità globali di espansione, mentre i finanziatori sono sempre più disposti a sostenere tali piattaforme industriali internazionali. Se in passato le controllate di società del middle-market necessitavano di finanziamenti locali, oggi osserviamo come i lender stiano introducendo soluzioni che consentono di finanziare operazioni globali attraverso un’unica linea di credito.
Tradizionalmente, i finanziatori garantiti accettavano attività e flussi di cassa esteri solo provenienti da Paesi con sistemi giuridici favorevoli e simili al regime UCC statunitense, come Canada, Regno Unito e, in misura minore, Germania. Con l’aumento della competizione per impiegare capitale, i lender stanno ampliando il proprio perimetro, includendo attività e flussi di cassa provenienti da giurisdizioni in cui il secured lending è ancora in una fase iniziale di sviluppo e non è stato pienamente testato nei tribunali.
Ciò ha consentito alle aziende del middle-market di strutturare finanziamenti in modo molto più efficiente, riducendo i costi e aumentando la leva, man mano che le entità globali aggregate raggiungono una massa critica tale da ottenere condizioni e livelli di leverage più favorevoli.
Per i borrower del settore industriale, l’attuale contesto è tra i più aggressivi e favorevoli osservati negli ultimi diciassette anni. Nonostante l’abbondanza di capitale e le condizioni vantaggiose offerte dal mercato del credito, invitiamo alla cautela chi intende strutturare autonomamente operazioni di finanziamento internazionale complesse. Nelle operazioni cross-border, le diverse giurisdizioni legali, unite alle possibili implicazioni fiscali, introducono un livello di complessità che richiede esperienza specifica nella strutturazione di questo tipo di transazioni. Il nostro track record nella strutturazione e chiusura di linee di finanziamento internazionali è senza pari nel settore: contattaci per confrontarti su possibili strutture di finanziamento.
Questo articolo fa parte della pubblicazione 2018 Global Industrials Publication.
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