Condizioni di settore favorevoli avvantaggiano tutti gli operatori, ma specifici sotto-gruppi attivi nel comparto TIC ne beneficiano in misura sproporzionata.

Le dinamiche di settore producono effetti differenti a seconda del punto di osservazione. Condizioni industriali ampiamente favorevoli rappresentano certamente un vantaggio per tutti gli operatori, ma specifici sotto-gruppi attivi nel comparto TIC, Testing, Inspection & Certification, come investitori di private equity, laboratori mono-sede o grandi società quotate, possono beneficiare di tali trend in modo sproporzionato.
I contesti normativi globali continuano a evolversi in direzione di un aumento sia del numero sia della complessità dei requisiti regolatori. Per le imprese diventa sempre più difficile garantire la conformità senza il supporto di competenze specialistiche di terze parti. Inoltre, una volta introdotte, le nuove normative sono raramente revocate o alleggerite nel tempo. Di conseguenza, i framework regolatori della maggior parte dei Paesi sono destinati a diventare progressivamente più stringenti, ampliando il mercato indirizzabile per i fornitori di servizi TIC.
Numerosi fattori trasversali stanno guidando il cambiamento normativo a livello globale, tra cui:
Negli ultimi anni si è registrata una crescente attenzione alla salute e sicurezza delle persone, nei luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e nei prodotti di consumo, ad esempio attraverso l’ampliamento degli elenchi di sostanze pericolose o la modifica dei requisiti di etichettatura. Consumatori, elettori e cittadini, sempre più consapevoli, richiedono catene di approvvigionamento sostenibili ed etiche, prive di lavoro forzato o condizioni operative pericolose.
Molti degli ambienti di lavoro più rischiosi si collocano all’inizio delle catene di fornitura, come miniere, campi agricoli o siti produttivi in economie emergenti, e risultano quindi poco visibili agli stakeholder. Poiché le condizioni operative in queste aree sono difficili da valutare, vengono frequentemente coinvolti fornitori TIC di terze parti, dotati di competenze specifiche e fortemente incentivati a tutelare la propria reputazione, per verificare questi segmenti “iniziali” della catena del valore e della supply chain.
La crescita della popolazione, la rapida urbanizzazione e la crescente frequenza di carenze di risorse, come acqua e cibo, insieme a incendi boschivi e ad altri impatti del cambiamento climatico, stanno alimentando un’attenzione sempre più marcata alle tematiche ambientali.
L’emergere di tecnologie innovative e potenzialmente dirompenti, come blockchain, intelligenza artificiale e organismi geneticamente modificati, ad esempio frutta, ortaggi e proteine, rappresenta un ulteriore driver di trasformazione.
Queste tecnologie offrono opportunità significative, come maggiore visibilità nella supply chain, automazione dei processi e incremento delle rese agricole, ma introducono anche nuove complessità che richiedono monitoraggio e controllo nelle fasi iniziali di implementazione, per comprenderne appieno le implicazioni.
Verdetto: trend favorevole per l’intero settore
Sebbene il processo di consolidamento del settore sia destinato a proseguire, il ritmo è atteso in rallentamento. In primo luogo, i principali acquirenti industriali stanno concentrando sempre più l’attenzione sull’integrazione delle acquisizioni realizzate negli anni precedenti e sulla crescita organica, con l’obiettivo di migliorare i margini e generare maggiore cassa per la riduzione dell’indebitamento.
In secondo luogo, dopo una fase di consolidamento particolarmente intensa, il numero di asset realmente differenziati disponibili sul mercato si è ridotto. Se i multipli di valutazione dovessero mantenersi su livelli elevati, come atteso, le decisioni tra “buy” e “build” da parte dei consolidatori tenderanno sempre più a privilegiare la crescita interna, soprattutto nei casi in cui i servizi di testing del target siano facilmente replicabili.
Verdetto:
I principali operatori del settore sono nelle fasi iniziali di implementazione dell’intelligenza artificiale per automatizzare le attività di laboratorio più ripetitive e a basso valore aggiunto, facendo leva sulle proprie infrastrutture IT e sull’accesso a volumi pressoché illimitati di dati analizzabili.
Parallelamente, la tecnologia blockchain sta introducendo un livello di tracciabilità e trasparenza senza precedenti, con applicazioni particolarmente rilevanti nei servizi di assurance e certificazione, ad esempio nel monitoraggio del percorso degli alimenti dalla produzione agricola agli impianti di trasformazione fino al punto vendita o al consumatore finale.
Infine, le tecnologie di realtà virtuale e i droni consentono sempre più frequentemente visite e ispezioni “virtuali” da remoto. Sebbene l’adozione sia ancora in fase iniziale, queste soluzioni offrono prospettive concrete di riduzione dei costi, tra cui minori spese di trasferta riaddebitate ai clienti e un utilizzo più efficiente del personale qualificato, per gli operatori disposti a investire tempo e risorse nell’implementazione.
Verdetto: favorevole per gli operatori con la scala necessaria per trarne vantaggio
In linea con la ricerca di crescita organica, i grandi operatori del settore continuano a sviluppare strategie di laboratorio basate su modelli hub-and-spoke, che prevedono anche l’apertura di nuove sedi specializzate greenfield a livello regionale, aumentando la pressione competitiva sugli operatori locali di dimensioni minori. A titolo esemplificativo, Eurofins ha aperto 15 nuovi laboratori nel 2018 e 102 dal 2014. Gli operatori dotati di sistemi scalabili di back-office e front-office dispongono del percorso più agevole per implementare questa strategia di avvio di nuovi laboratori.
Verdetto: sfavorevole per i piccoli operatori del settore
In sintesi
Le tendenze del settore TIC risultano complessivamente favorevoli per l’insieme degli operatori. Tuttavia, i fornitori di servizi TIC con scala significativa e/o caratteristiche distintive beneficeranno in misura maggiore di tali dinamiche positive. Con i principali player chiamati a bilanciare decisioni di crescita per linee esterne o interne, è prevedibile che le valutazioni si moderino, in termini relativi, per le aziende prive di servizi differenziati, scala adeguata o altre caratteristiche distintive.
Gli investitori di private equity continueranno a individuare opportunità nel settore TIC, ma nella maggior parte dei casi saranno costretti a costruire piattaforme in modo incrementale attraverso una serie di acquisizioni di target di dimensioni contenute, generalmente con EBITDA inferiore a $5 milioni, poiché la maggior parte delle società TIC di medie dimensioni, con EBITDA superiore a $10 milioni, è già stata oggetto di operazioni di consolidamento o si è dimostrata poco propensa alla vendita nonostante ripetuti approcci da parte di potenziali acquirenti. Inoltre, anche i target di dimensioni più ridotte tenderanno a richiedere multipli EBITDA nell’ordine delle singole cifre alte o delle doppie cifre basse. Gli investitori PE dovranno quindi adottare una prospettiva di lungo periodo e un approccio più creativo alla valutazione per conseguire successo nelle strategie buy-and-build nel settore.
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