
Dopo i primi mesi in Livingstone, abbiamo rivolto alcune domande ai tre nuovi Analyst dell’ufficio di Stoccolma per capire come stanno andando le cose e se lungo il percorso ci siano state difficoltà.
Dopo i primi mesi in Livingstone, abbiamo rivolto alcune domande ai tre nuovi Analyst dell’ufficio di Stoccolma per capire come stanno andando le cose e se lungo il percorso ci siano state difficoltà.
Quali aspettative Livingstone ha soddisfatto?
Zak: È davvero un’esperienza di apprendimento per i profili junior dell’organizzazione. Si impara davvero facendo. È investment banking operativo fin dal primo giorno.
Alex: Abbiamo partecipato all’off-site annuale a Valencia, il retreat in cui si ritrovano colleghi da tutti gli uffici, ed è lì che ho percepito davvero quanto la società sia internazionale. Il team globale è molto affiatato, e questo è un aspetto che apprezzo moltissimo. Non vedo l’ora di lavorare ancora di più con i colleghi degli altri uffici.
Henrik: Curva di apprendimento ripidissima, fin dall’inizio. Il primo giorno mi sono ritrovato subito a preparare materiale, ed è stato entusiasmante. Inoltre, l’atmosfera internazionale promessa durante i colloqui si è rivelata molto concreta durante l’evento globale a Valencia.
Cosa vi ha sorpreso? C’è qualcosa che non vi aspettavate?
Henrik: Durante il processo di selezione tutti dicevano che il lavoro sarebbe stato molto pratico e che anche come analyst si lavora a stretto contatto con i clienti. Non era una promessa vuota: nelle prime settimane ero già in riunione con clienti e potenziali clienti.
Alex: È un ambiente di lavoro molto intenso, ma allo stesso tempo rilassato. Speravo in un’esperienza diversa da quella tipica di una banca d’investimento, e Livingstone sta mantenendo le aspettative. È un contesto creativo, guidato dall’iniziativa individuale e molto motivante per chi, come me, ha un forte interesse per il business.
Quali sfide avete incontrato (e speriamo superato) finora?
Zak: Il primo giorno di lavoro sono stato letteralmente catapultato nel mezzo di un processo di vendita e mi è stato chiesto di contribuire subito, non è stato semplice. Per fortuna ho ricevuto molto supporto dai colleghi, che mi hanno dato la fiducia necessaria per andare avanti. Ho imparato rapidamente e, incredibilmente, ho partecipato alla chiusura di un’operazione a meno di cinque mesi dal mio ingresso.
Henrik: Il primo pitch su cui ho lavorato riguardava un’azienda di prodotti per l’infanzia. L’intera gamma mi era completamente sconosciuta e una parte importante della presentazione consisteva nell’individuare aree di diversificazione di prodotto come leva di crescita. Mi sono ritrovato a fare ricerche di mercato sui pannolini, totalmente fuori dalla mia comfort zone. È stata una vera esperienza formativa, cercare di diventare rapidamente un “esperto”.
Avete qualche consiglio per chi sta pensando di entrare in Livingstone?
Henrik: Finite la tesi magistrale prima di iniziare a lavorare in Livingstone, il tempo libero da dedicarle sarà davvero limitato. Fidatevi, lo dico per esperienza!
Zak: Ci sono tre caratteristiche fondamentali per lavorare nell’investment banking: un’intelligenza leggermente sopra la media, buone capacità relazionali e un desiderio irrefrenabile di chiudere operazioni.
Alex: Bisogna davvero apprezzare lo spirito imprenditoriale di Livingstone. Per me è stato il cambiamento più grande rispetto alla grande multinazionale francese da cui provengo, dove tutto tende a muoversi più lentamente. Finora, lo adoro.
Alexander Gjörup, Henrik Lilliehöök e Zakaria Marakbi
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