
Dalla fine del primo trimestre, la pandemia di Covid-19 ha generato una crescente volatilità nei prezzi delle commodity e ha drasticamente indebolito la domanda di alcune materie prime metalliche. Questa dinamica ha messo sotto pressione le aziende lungo tutta la filiera dei metalli e dei materiali. Sebbene l’impatto economico vari a seconda del segmento della supply chain, le ripercussioni sui mercati dei capitali e sulla liquidità sono state significative.
In un contesto di attività economica fortemente ridotta, le aziende hanno dovuto gestire con attenzione le pressioni immediate, preparandosi al contempo per il futuro.
Le società possono adottare diverse strategie per superare con successo questa fase, tra cui il rafforzamento della liquidità, la preparazione a negoziazioni con i finanziatori, la valutazione di opzioni di ristrutturazione o la revisione dei piani di investimento per cogliere opportunità di M&A. Le azioni intraprese dipendono da molteplici fattori, tra cui la solidità finanziaria complessiva, le relazioni con finanziatori e altri fornitori di capitale e la propensione ad acquisizioni mirate. Una cosa è certa: misure proattive devono essere al centro delle riflessioni di imprenditori e sponsor.
Qualsiasi riduzione dell’attività economica – anche se temporanea – mette sotto stress ogni azienda. Durante questa crisi, la priorità per le società del settore metals e materials è stata innanzitutto proteggere la forza lavoro, soprattutto perché molte sono state classificate come attività essenziali, evitando così la chiusura imposta dai governi.
Parallelamente, molte aziende hanno agito rapidamente per massimizzare la liquidità, preservando il capitale, riducendo i costi e dando priorità agli asset a più basso costo operativo.
Queste azioni stanno ora producendo benefici e continueranno a farlo in quello che Livingstone prevede sarà un periodo prolungato di calo dei prezzi globali delle commodity e di domanda ridotta nei prossimi 12–18 mesi. Di conseguenza, le aziende stanno adottando un approccio prudente agli investimenti in conto capitale.
Nel primo trimestre del 2020, l’attività di M&A nel settore metals è diminuita, con un calo del 31,6% nel valore delle operazioni e del 3,8% nel volume su base annua. Le operazioni già avviate prima della pandemia stanno comunque arrivando a closing, mentre acquirenti strategici, fondi di private equity e family office continuano a mostrare forte interesse per aziende performanti. Inoltre, le imprese in difficoltà e gli asset problematici potrebbero ricevere supporto da banche, governi o fornitori per superare la crisi.
Sebbene il capitale disponibile per acquisizioni sia oggi oggetto di maggiore scrutinio, Livingstone prevede che le aziende con bilanci solidi coglieranno l’opportunità per aumentare la propria quota di mercato. Le società potranno espandere la presenza geografica acquisendo operatori minori, diversificare in nuovi servizi o competenze, oppure ripensare le supply chain alla luce del Covid-19.
I benefici legati alla scala e alla diversificazione restano validi a prescindere dal ciclo di mercato, e gli acquirenti con bilanci robusti hanno espresso un forte interesse a sfruttare un vantaggio strategico per investire capitale in modo opportunistico in questo contesto incerto. Questo non implica necessariamente valutazioni distressed, ma richiede una preparazione aggiuntiva per far emergere chiaramente la qualità dei target.
Livingstone ha attualmente diverse operazioni di finanziamento in corso e ha avuto confronti approfonditi con un ampio ventaglio di fornitori di debito, da cui emergono alcuni temi ricorrenti. Di seguito alcune considerazioni chiave per aziende e investitori di private equity in vista delle negoziazioni:
Prepararsi a condividere metriche operative giornaliere e settimanali, nonché forecast di cassa a 13 settimane nel breve termine
Comprendere l’impatto operativo e finanziario delle misure di distanziamento sociale, considerando che molte aziende non torneranno ai livelli pre-COVID nel breve-medio periodo (con effetti sui livelli di leva pro forma)
Le modifiche contrattuali e le ristrutturazioni del debito saranno valutate rispetto ai nuovi standard di mercato: le nuove operazioni vengono strutturate con (i) leva inferiore di 0,5x–1,0x rispetto all’EBITDA e (ii) tassi di interesse superiori di 100–200 punti base rispetto ai livelli pre-COVID
I finanziatori non risolveranno unilateralmente problemi di liquidità o eccesso di leva; proporlo in negoziazione è sconsigliato e può costringere i lender a scegliere “vincitori e vinti”
Se il finanziatore fornisce nuova liquidità, è probabile che richieda valore significativo tramite commissioni, tassi, warrant o altri strumenti
Se il finanziatore non fornisce supporto, l’azienda viene immediatamente “messa in gioco”, con rischio di esiti sub-ottimali per gli azionisti (fallimento forzato, escussione di pegni azionari, cessione del debito, liquidazione, ecc.)
Le aspettative dei finanziatori di una leva più contenuta, unite alla probabile riduzione dell’EBITDA, suggeriscono che nella maggior parte dei casi un rifinanziamento “like-for-like” non sarà sostenibile e sarà necessario capitale junior aggiuntivo. Le opzioni includono:
Operazioni con bassa leva
Apporto di nuovo capitale e negoziazione di un amendment con il finanziatore esistente
Passaggio da una struttura bancaria senior a una facility unitranche in caso di stallo negoziale
Operazioni con leva elevata
Le opzioni devono essere valutate in parallelo lungo un continuum strategico:
Apporto di equity incrementale: sempre ben visto dai lender e fonte di maggiore flessibilità negoziale
Capitale strutturato: strumenti di growth equity non di controllo, equity strutturata/preferenziale o debito junior con interessi PIK, warrant o liquidation preference; diluitivi ma alternativi a nuovi apporti diretti
Ricerca di un partner di maggioranza: un nuovo investitore può ricapitalizzare il bilancio, con gli attuali soci che mantengono una quota di minoranza
Combinazione strategica: fusione con un operatore complementare meno indebitato; maggiore scala e attrattività per i lender
Cessione totale: in alcuni casi rappresenta l’opzione di massimizzazione del valore
Procedura concorsuale o ristrutturazione formale: fallimento, receivership o altri strumenti; quando l’insolvenza è imminente, il board ha un dovere fiduciario verso tutti gli stakeholder
La pandemia di COVID-19 ha imposto decisioni difficili negli ultimi mesi. Con la chiusura del secondo trimestre, molte aziende affronteranno negoziazioni complesse con i finanziatori che potrebbero determinare il successo o il fallimento dell’investimento.
Per consentire a un’azienda fondamentalmente sana di superare la crisi e ottenere il miglior risultato possibile, la strategia più efficace è comunicare in modo proattivo con i finanziatori e prepararsi a valutare tutte le opzioni strategiche disponibili nei mercati dell’M&A e dei capitali.
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