Una panoramica delle autorità regolatorie del settore alimentare e dei relativi framework normativi, e di come la loro evoluzione possa essere determinante per prevenire un’altra pandemia.

Rob Tymowski fornisce un’introduzione alle agenzie regolatorie dell’industria alimentare e ai relativi quadri normativi, illustrando come il futuro della regolamentazione possa rivelarsi essenziale per evitare nuove crisi sanitarie globali, in un articolo pubblicato su New Food Magazine.
Fin dall’inizio della storia documentata, agenti batterici e virali letali hanno afflitto l’umanità. Secondo Wikipedia, si contano 231 epidemie a partire dal V secolo a.C., di cui 97 con stime del numero di vittime.

Naturalmente, i batteri sono stati scoperti solo alla fine del XVII secolo, mentre i virus sono stati identificati alla fine del XIX secolo. Inoltre, la relazione tra patogeni e malattia è stata dimostrata soltanto negli anni Sessanta dell’Ottocento, quando Louis Pasteur, da cui prende il nome la pastorizzazione, condusse i suoi esperimenti.
Per queste ragioni possiamo comprendere, o quantomeno giustificare, il fatto che si stimi tra 120 e 285 milioni il numero di persone decedute a causa di epidemie prima del XX secolo, dati che escludono le epidemie per cui non esistono registrazioni o stime attendibili. La mancanza di comprensione delle cause delle malattie infettive rendeva i nostri antenati sostanzialmente impotenti nel contrastare tali eventi. Le popolazioni colpite potevano solo pregare e attendere che le pestilenze esaurissero il loro corso.

Dall’inizio del XX secolo, oltre 138 milioni di persone sono morte a livello globale a causa di epidemie e pandemie. Per questo periodo storico disponiamo di dati più accurati rispetto ai secoli precedenti. La maggior parte di questi decessi è attribuibile a 14 pandemie mondiali, tra cui: l’Influenza Spagnola, fino a 100 milioni di vittime tra il 1918 e il 1920; l’HIV/AIDS, 32.000.000 di morti dal 1920 a oggi; l’Influenza Asiatica, 2 milioni tra il 1957 e il 1958; l’Influenza di Hong Kong, 1 milione tra il 1968 e il 1969; e la pandemia influenzale del 2009, 575.400 decessi.
Al 23 marzo 2020, il COVID-19, comunemente noto come Coronavirus, si colloca al decimo posto per numero di vittime dal 1900, con circa 16.500 morti. Considerando questo contesto storico, e ad eccezione della pandemia ancora in corso di HIV/AIDS, l’umanità moderna è riuscita in modo significativo a limitare l’impatto delle epidemie, soprattutto a partire dagli anni Settanta e in un contesto di popolazione globale più numerosa che in qualsiasi altro momento della storia. A questo risultato hanno contribuito la moderna comprensione della medicina e le tecniche di prevenzione delle malattie.

Ogni epidemia ha una propria origine. Spesso queste storie iniziano con:
Una volta che il cosiddetto “paziente zero” viene infettato, la diffusione delle epidemie avviene spesso per trasmissione interumana.
La recente pandemia causata dal COVID-19 rappresenta purtroppo un esempio concreto di come alimenti contaminati possano contribuire a un’epidemia globale letale. Con l’eccezione dell’HIV/AIDS, il COVID-19 è destinato a diventare una delle epidemie più mortali dal 1900. La domanda è: cosa possiamo fare? Il distanziamento sociale, la quarantena e il lavaggio delle mani, pur essendo risposte importanti e appropriate, esulano dall’ambito di questa riflessione. L’attenzione qui è rivolta piuttosto alla prevenzione della prossima epidemia che potrebbe avere origine da alimenti non sufficientemente cotti, non controllati o comunque non sicuri.
Questo articolo offre una panoramica delle autorità regolatorie del settore alimentare e dei relativi framework normativi, con particolare attenzione ai mercati nordamericano ed europeo. Tali organismi supervisionano ogni fase della filiera, dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, dal confezionamento al trasporto, dallo stoccaggio alla distribuzione fino alla preparazione.
La crescente complessità e l’interdipendenza cross-border di queste normative rendono pressoché inevitabile un aumento della domanda di servizi di testing, inspection, certification e compliance, TICC, forniti da terze parti nel prossimo futuro. Questi servizi assumono un ruolo sempre più centrale nell’attuale contesto globale del settore alimentare.
Ogni fase della filiera alimentare è disciplinata da uno o più enti regolatori, a seconda delle aree geografiche coinvolte. Produttori, trasformatori, confezionatori, trasportatori, distributori, operatori della ristorazione e, in ultima istanza, consumatori sono tutti tenuti al rispetto delle normative applicabili.
Questo articolato sistema di soggetti e regolamenti è in continua evoluzione e richiede competenze specialistiche per rimanere aggiornati sugli standard più recenti. Di seguito una panoramica di livello introduttivo delle principali autorità regolatorie e degli standard di riferimento in Nord America ed Europa.
Oltre agli enti regolatori globali e ai relativi standard, negli Stati Uniti almeno una dozzina di agenzie federali applicano più di 35 leggi che costituiscono la componente federale del sistema di sicurezza alimentare, esclusi i regolatori e le normative a livello statale. Ventotto commissioni della Camera e del Senato esercitano attività di supervisione su tali normative.
Le principali commissioni del Congresso responsabili per la sicurezza alimentare sono l’Agriculture Committee e il Commerce Committee alla Camera dei Rappresentanti; l’Agriculture, Nutrition, and Forestry Committee e il Labor and Human Resources Committee al Senato; nonché le sottocommissioni per gli stanziamenti relative ad Agricoltura, Sviluppo Rurale e Agenzie Correlate sia alla Camera sia al Senato.
Quattro agenzie svolgono un ruolo centrale nell’attuazione delle attività regolatorie in materia di sicurezza alimentare, coordinate da oltre 50 accordi inter-agenzia, non elencati in questa sede, volti ad armonizzarne le competenze:
Dal 2016, le autorità regolatorie di Stati Uniti e Canada hanno generalmente riconosciuto i rispettivi sistemi di sicurezza alimentare come equivalenti. Si è trattato della seconda occasione in cui la FDA ha riconosciuto un sistema di sicurezza alimentare estero come comparabile, dopo la Nuova Zelanda nel 2012.
Attraverso il riconoscimento reciproco, Stati Uniti e Canada possono fare leva sui rispettivi sistemi regolatori. Ad esempio, ciascun Paese tiene conto delle attività di supervisione dell’altro nella definizione delle priorità ispettive. Oltre agli aspetti legati alle ispezioni e all’ammissibilità delle importazioni, il riconoscimento dei sistemi stabilisce un quadro di cooperazione regolatoria in diversi ambiti, dalla collaborazione scientifica alla gestione delle emergenze sanitarie, e garantisce un livello base di tutela della salute pubblica che contribuisce ad assicurare la sicurezza degli alimenti esportati da ciascun Paese.
Il riconoscimento dei sistemi consente inoltre alla FDA di adottare un approccio maggiormente basato sul rischio nella pianificazione dell’ampiezza e della frequenza delle proprie attività ispettive, incluse le ispezioni presso stabilimenti esteri, i controlli sul campo delle importazioni e i campionamenti.
Con l’aumento della popolazione, l’evoluzione delle abitudini alimentari e il continuo sviluppo delle catene di fornitura globali, sarà sempre più necessario ricorrere a nuovi servizi TICC nel settore food per garantire la sicurezza dei consumatori. Dopo aver elencato molti, seppur non tutti, degli enti regolatori e degli standard applicabili, non sorprende che numerose aziende alimentari si rivolgano a professionisti terzi per assicurare la conformità normativa sia a livello nazionale sia cross-border.
Per comprendere appieno l’importanza degli standard alimentari e delle società di testing, inspection e certification incaricate di garantirne il rispetto, è utile porsi alcune domande in merito all’ultimo pasto consumato:
Le tendenze regolatorie, sempre più complesse, continueranno a offrire opportunità di crescita agli operatori TICC dotati di competenze istituzionali, disciplina, capacità operative e visione strategica per coglierle. Con l’aumento della complessità del sistema globale di enti regolatori e standard, le aziende del settore food tenderanno a esternalizzare o integrare le proprie funzioni interne per garantire la conformità.
I fornitori specializzati di servizi TICC sono particolarmente adatti a tenere il passo con l’evoluzione degli standard globali, come dimostra, ad esempio, la proposta della FDA di istituire programmi di accreditamento dei laboratori per il testing alimentare. Tale potenziale cambiamento potrebbe avere un impatto sproporzionato sui laboratori di piccole dimensioni, rafforzando ulteriormente la value proposition dei provider terzi.
Recentemente Livingstone ha assistito operazioni TICC nei settori della sicurezza sul lavoro, acquisizione di Peak Fall Protection da parte di Diversified Fall Protection nell’ottobre 2019, e del testing su materiali e alimenti, ricapitalizzazione di NSL Analytical Services da parte di May River Capital nel gennaio 2020.
Dedicated TICC service providers are uniquely suited to keep up with the global food industry’s evolving standards, such as the FDA’s proposed rule to establish laboratory accreditation programs for food testing. This potential change would disproportionally impact small, sub-scale lab operators, further supporting the value proposition of third-party service providers.
Livingstone recently advised on TICC deals in the workplace safety (Diversified Fall Protection’s acquisition of Peak Fall Protection in October 2019) and materials & food testing (May River Capital’s recapitlization of NSL Analytical Services in January 2020) spaces.
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